Particolare per iniziativa
Eventi, attività culturali e comunicazione

Responsabile: Paolo Giannone

+39 010 2546 431
Data inizio 17/06/26
Orario inizio 16:30

per PAROLE SPALANCATE – 32° Festival Internazionale di Poesia di Genova (11 - 21 giugno 2026)

alle 16,30
Presentazione congiunta delle opere poetiche:
Fine della biologia
di Sergio Rotino
Vita Activa Nuova (Trieste, 2025)
e
cuore amore dolore
di Daniele Barbieri
Vita Activa Nuova (Trieste, 2026)

Partecipa all'incontro per la casa editrice, Martina Fulloni
Modera l'incontro, Alberto Nocerino (BUGe)

 

alle 18
Presentazione della LibRivista di letteratura sociale
ZONA FRANCA N. 2
La parola e i linguaggi
con la partecipazione di:
Giuseppe Ciarallo, direttore della librivista
Daniele Barbieri, autore pubblicato sul n. 2
Sergio Rotino, redattore
Paolo Spedicato, collaboratore

Nell'Atrio della Biblioteca si può visitare la mostra dedicata alle illustrazioni di Zona Franca

 

Fine della biologia di Sergio Rotino accoglie testi scritti in diversi tempi e accompagna l’autore da molti anni, seguendo una sorta di fil rouge sotterraneo ma periodicamente emergente come «traccia mnestica», con tutte le dovute cautele riguardanti l’operatività della memoria. Si configura come una scelta di ordinamento di materiali difficili e pregnanti in complesso equilibrio, non a caso le prime parole del testo iniziale, «aprire la pandetta ci tocca», fanno emergere un desiderio di ordine e registrazione, un compito, finalmente, da portare avanti in questo preciso tempo. Non è un lavoro soltanto ordinativo, si avvertono le incertezze del percorso, le problematicità dell’operazione. Anche il titolo: Fine della biologia, può dare adito a letture differenti: fine come conclusione, chiusura definitiva di un rapporto, o finalità dello stesso. E si tratta, evidentemente, della radicalità dell’essere umano maschile nei suoi rapporti interiorizzati con la struttura archetipica del pater/patria nella concezione estesa del lemma. Un tema arduo, che l’autore affronta in numerosi passaggi per circoscrivere il lascito ricevuto, e pervenire a «comporre un addio lungo, faticoso, ma definitivo», che può consentire al soggetto una autonomia cosciente.

cuore amore dolore è una raccolta poetica di Daniele Barbieri, dalla composizione articolata. Divisa in tre parti, si apre con Pericardio, la sacca esterna che racchiude il cuore, si chiude con Miocardio, il muscolo vero e proprio che si contrae e si rilassa. In mezzo Entr’acte, Intermezzo, come il cortometraggio dadaista di René Clair del 1924. Le sezioni hanno contenuti molteplici che vengono a comporre un ordinato discorso sul tema. Dalle immagini metaforiche audaci e paradossali, dai versi disorientanti, dai numerosi ossimori, dalla serie di “invenzioni” foniche e semantiche che sembrano spiazzare il lettore si passa via via a un livello di lettura più approfondito, sotterraneo, che lascia intravedere tracce che si muovono verso sentimenti più complessi, radicali, inquietanti sulla condizione umana, sulla vita e sulla morte, sull’amore come gioia e afflizione, sulle attese e sui desideri, rovesciando luoghi consolidati e facili suggestioni. Con una osservazione a distanza, fuori dal coinvolgimento emotivo, sguardo che dà forza al dettato perché sorveglia le parole e non sottrae convinzione in quanto non diviene scetticismo. La parte mediana, Entr’acte, sposta il discorso nel campo del sacro, “Teofania di traverso” è il sottotitolo, una convergenza e divergenza di miti e figure da varie religioni primordiali sul tema dell’origine: induista, ebraica, greca, vedica, egizia, cristiana, in un intreccio visionario di nomi, ruoli, temi, a dipanare il mondo.

Zona Franca è una nuova, interessante rivista, edita da I libri di Mompracem (Firenze), che si occupa di letteratura e società, e si considera erede di Zona letteraria (Bologna, 2018-2021), chiusa per le difficoltà del periodo epidemia Covid.
Affronta, attraverso il filtro della letteratura e dell’arte in generale, argomenti di carattere culturale e sociopolitico.
Il secondo numero, dal titolo "La parola e i linguaggi", è incentrato su quell'elemento, la parola, fondamentale nello scambio sociale, nella costruzione delle relazioni, nella lotta per l'uguaglianza. Se è vero che l'emancipazione culturale passa anche attraverso la capacità di usare efficacemente le parole per esprimere le proprie idee e difendere i propri diritti, è essenziale comprendere che nessuna autonomia intellettuale potrà essere raggiunta senza un idoneo vocabolario e una adeguata cassetta di attrezzi linguistici. Un numero, questo, che vuole offrire riflessioni su vari tipi di linguaggio: da quello inclusivo a quello, di contro, cosiddetto anti-woke, dal linguaggio della pubblicità a quello dei fumetti, e poi il linguaggio del potere, delle mafie, degli operatori umanitari in zone di guerra, il linguaggio radiofonico e quello della psicanalisi, il linguaggio manipolato a fini propagandistici e quello artistico dei surrealisti, dello scrittore Andrea Camilleri, dei poeti cantautori Leonard Cohen e Georges Brassens, il linguaggio distopico di George Orwell e Ray Bradbury, e tanto altro.