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Distribuzione e prestito
Nella Sala di lettura al 1° piano sono disponibili 33.000 volumi a scaffale aperto (collocazione Dewey) che gli utenti possono utilizzare autonomamente. Da questo piano è inoltre possibile richiedere il materiale moderno collocato nel magazzino della nuova sede sia quello antico (escluso dal prestito; i volumi collocati in Sala 3 devono essere prenotati).
Carta dei servizi
La carta dei servizi costituisce un “patto” con gli utenti, uno strumento di comunicazione e di informazione che permette loro di:
L’adozione della Carta della qualità dei servizi negli Istituti del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo si inserisce in una serie di iniziative volte a promuovere una più ampia valorizzazione del patrimonio culturale conservato e ad adeguare, per quanto possibile e in armonia con le esigenze della tutela e della ricerca, l’organizzazione delle attività rispetto alle aspettative degli utenti. La Carta sarà aggiornata periodicamente per consolidare i livelli di qualità raggiunti e registrare i cambiamenti positivi intervenuti attraverso la realizzazione di progetti di miglioramento, che possono scaturire anche dal monitoraggio periodico dell’opinione degli utenti.
Caratteristiche della struttura
Una biblioteca per gli studi e la ricerca universitari, in specie in ambito umanistico, con molto spazio per studiare da soli o in piccoli gruppi, con il maggior numero di libri ed altri supporti a portata di mano e tutte le attrezzature informatiche necessarie.
La posizione davanti alla stazione Principe, nella quale circola un enorme bacino potenziale di utenza, la rende un punto di grande attrattiva per la città, potendo offrire servizi di informazione culturale, turistica, e commerciale (con la collaborazione del Comune, della Provincia, della Regione o di altri enti), possibilità di sosta con vista sulla città o di sosta con lettura di quotidiani, di prestito di narrativa anche per pochi giorni di permanenza, di visita a mostre o partecipazione ad eventi culturali.
Data la sua posizione in un contesto di forte concentrazione di servizi universitari (facoltà umanistiche, ERSU) con significativa presenza di studenti stranieri (progetti Erasmus), contigua ad un quartiere di recente immigrazione, potrebbe svolgere nella rete delle biblioteche cittadine la funzione di biblioteca interculturale con pubblicazioni, quotidiani, notiziari televisivi, servizi interattivi e di formazione a distanza, per le comunità, per gli studenti o per i turisti stranieri.
In sostanza i compiti della nuova Biblioteca si possono così sintetizzare:
La porzione dell'edificio misura circa 12.000 metri quadri, ma non tutti i piani hanno uguale altezza: si compone di due piani interrati, piano terra, un piano ammezzato, cinque piani non tutti di uguale dimensione.
Il piano terreno, occupato prevalentemente da atrio, salone delle feste, sale da pranzo, è stato restaurato e riportato alla sontuosità dell'albergo di lusso della Genova degli anni '20 - '80. Lo spazio ex cucine a piano terra ha ricevuto una connotazione di forte impatto tecnologico e multimediale.
Tutta la parte prospiciente piazza Acquaverde gode di luce e vista ed è destinata a sale di lettura e consultazione a scaffale aperto; l'ultimo piano ha uno spazio e una terrazza molto panoramici ideali per un utilizzo come bar ristorante anche indipendentemente dagli orari e dalla gestione della biblioteca.
La struttura esistente, pur essendo stata costruita con materiali innovativi e di straordinaria solidità per l'epoca (anni '20), non ha le caratteristiche richieste dagli standard bibliotecari per contenere una densità di volumi quale quella dei depositi librari di una biblioteca e non è stato facilmente rinforzabile a causa delle interferenze con altre proprietà: si è quindi, deciso di concentrare il maggior peso dei libri nei due piani interrati e di utilizzare per la torre libraria l'ex cinema annesso. È stato comunque, rinforzato secondo gli standard il piano terzo destinato al deposito e alla consultazione del materiale, raro, antico e di pregio.
La biblioteca possiede oggi circa 540.000 unità bibliografiche, di cui 430.000 collocate nei magazzini; è stato calcolato che la nuova sede potrà essere sufficiente per lo sviluppo dei prossimi 40 anni arrivando a contenere circa 750.000 unità.
Potranno essere collocate almeno 220.000 unità a scaffale aperto, quantità superiore di almeno cinque volte l'attuale, raggruppate per aree tematiche nei vari piani.Il materiale antico, raro e di pregio già dislocato in una quantità di circa 50.000 volumi, in parte nel deposito Rari, in parte nei magazzini generali, ha a disposizione un deposito capace di contenere circa 100.000 volumi.La torre libraria conterrà circa 430.000 volumi equivalente grosso modo di quello che era il magazzino generale.
Nella nuova sede sono a disposizione degli utenti circa 500 posti, tutti collegati alla rete informatica della biblioteca. Altri 300 sono dislocati in altri spazi (sala conferenze, sale seminariali, ecc.)
La disposizione degli spazi e dei servizi è ordinata verticalmente secondo il modello della biblioteca a livelli, dal livello situato al piano terra di informazione generale attraverso quotidiani, periodici, strumenti multimediali, ecc., ad una specializzazione crescente ai piani alti. Si favorisce così un utilizzo progressivo della biblioteca, differenziando più facilmente servizi e accesso.
L'atrio ha la funzione fondamentale di attrazione e comunicazione con la piazza e con la stazione e di snodo verso i servizi dislocati ai vari piani dell'edificio.
Al piano terra sarà offerta l'informazione più generale, la lettura dei quotidiani, il prestito di narrativa, la visione di audiovisivi e gli altri servizi multimediali. Sono inoltre presenti due sale dedicate a conferenze, mostre, convegni.
Il piano ammezzato e i due piani successivi sono dedicati a lettura e consultazione a scaffale aperto, in spazi aperti e flessibili e salette per lo studio individuale e di gruppo.
Il terzo piano è dedicato al deposito del materiale antico, raro e di pregio, contiguo alla sala di consultazione assieme al corredo bibliografico necessario.
Il quarto piano è destinato agli uffici amministrativi, mentre il quinto piano è costutito in gran parte da un terrazzo con magnifica vista sul porto.
Il Novecento
Il continuo ampliamento dei fondi librari pose presto il problema dell'insufficienza dei locali.Dopo varie ipotesi, la soluzione fu individuata destinando l'ex chiesa del Collegio dei Gesuiti a nuova sede della biblioteca.
Nel progetto di ristrutturazione fu adottata una soluzione considerata al tempo di avanguardia: la navata della chiesa venne divisa orizzontalmente per ospitare il magazzino librario, costituito da una struttura metallica antisismica e autoportante di quattro piani e, nella parte superiore, la sala di lettura.
I nuovi locali furono inaugurati nel dicembre 1935.Con la costituzione del nuovo ministero, dal 1975 la Biblioteca è diventata un istituto periferico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
A partire dal febbraio 2003 sino all'ottobre 2013 la Biblioteca ha aperto, sempre per carenza di spazio una sede al civico 38B di Via Balbi avvicinandosi al complesso che sarebbe divenuto la nuova sede della biblioteca. In questa seconda sede si è sperimentata l'apertura di ampi spazi a scaffale aperto collocati secondo il sistema di classificazione Dewey.
Tutto il materiale, gli uffici e parte dei servizi che avevano sede in Via Balbi 38b dall'ottobre 2013 vengono trasferiti nella nuova sede presso l'edificio dell'ex Hotel Colombia Excelsior in Via Balbi 40. Nel luglio 2014 la sede storica è stata definitivamente chiusa al pubblico.
Alla fine del 2019 tutte le raccolte trovano spazio nella nuova sede.
La Sala III rimane nel suo "vaso" nell'attesa di poter essere consultata in loco (la consultazione può avvenire nella nuova sede su prenotazione).
Patrimonio gesuitico e aggiunte ottocentesche
Il primo catalogo della Biblioteca Universitaria di Genova fu redatto sotto l’attenta direzione del dotto Gaspare Luigi Oderico in due copie, una in folio piccolo (300x210 mm), l’altra di formato in folio grande (420x285 mm).
Il catalogo più piccolo non ha subito nel tempo aggiunte e correzioni ed è pertanto l’unico testimone del patrimonio librario originale dei gesuiti genovesi. I quattro volumi sono rilegati in mezza pelle e carta marezzate e a fiorami. La scrittura, ordinata e regolare, è attribuibile ad almeno due mani differenti.
Un consistente apporto alle raccolte della Biblioteca della pubblica Università si ebbe nel 1800, in seguito al passaggio a questa biblioteca dei libri dei conventi soppressi nel dipartimento del Centro. Dalla documentazione d’archivio conservata in biblioteca risulta che i conventi di S. Siro, S. Caterina, S. Spirito, S. Giorgio, Carmine, S. Benigno, S. Paolo, Madre di Dio, Castelletto furono obbligati a trasferire immediatamente i loro libri nei locali dell’Università, mentre i restanti conventi (S. Domenico, S. Carlo, Consolazione, S. Teodoro, S. Giacomo di Carignano, S. Maria di Visitazione, S. Maria Maddalena, N. S. degli Angeli e S. Fede) poterono tenere momentaneamente in custodia le proprie biblioteche.
Sempre in quel periodo pervennero alla biblioteca i libri della Biblioteca Aprosiana di Ventimiglia.. L’incarico di incrementare con materiale dell’Aprosiana la neocostituita Biblioteca Nazionale Ligure fu affidato nel 1801 dagli organismi di governo della Repubblica al padre agostiniano Prospero Semino, docente di Etica presso l’Università di Genova.
Lo studio condotto sulle opere di antiquaria nei fondi della Biblioteca Universitaria di Genova ha permesso di quantificare questa particolare raccolta libraria, evidenziandone l’insospettata consistenza. É stato possibile infatti enucleare ben 374 opere di antichistica, fra libri e dissertazioni di più breve respiro, ed accertare nel contempo che circa tre quarti di queste opere erano già segnalate nella copia grande del più antico catalogo settecentesco. Questi libri risultano inoltre quasi tutti trascritti nel successivo catalogo del 1854: complessivamente sono state riscontrate poche discordanze e pochi esemplari perduti.
Più difficile si è presentata, invece, l’indagine relativa all’origine di questi libri: le lacune delle più antiche registrazioni d’ingresso e la dispersione dei cataloghi delle librerie confluite con le soppressioni conventuali non hanno consentito di delineare un quadro preciso delle provenienze. Solo la visione diretta degli esemplari, con il rilevamento delle indicazioni di possesso, ha consentito di ricavare qualche dato in tal senso.
Dichiarata nel 1801 Pubblica Biblioteca Nazionale, il governo sancì la titolarità della biblioteca a ricevere il deposito obbligatorio dagli stampatori della Liguria.
Nel 1815, con il passaggio dei territori liguri sotto i Savoia, come "biblioteca della regia Università di Genova" essa riprese il suo stretto legame con l'università, peraltro mai perso.
Nel 1866, con l'ultima ondata di soppressioni di congregazioni religiose, la biblioteca si arricchì ulteriormente delle librerie conventuali, fatto che giustifica la presenza tra le sue attuali raccolte di un corposo nucleo librario di materie religiose e teologiche.