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Responsabile: Mariangela Bruno
Installazione di Emmanuel Alonzo, Accademia di Brera
A cura di Olga Bachschmidt
Per la sezione Giovani Artisti della XVIII edizione di Segretediretta da Virginia Monteverde - Art Commission APS
L'installazione è stata inaugurata il 23 gennaio 2026 nell'ambito delle iniziative legate al Giorno della Memoria 2026
Celamento, su celamento, su celamentoA partire dal titolo, l’opera rimanda al linguaggio arcaico e misterioso citato spesso in varie tradizioni antiche come altamente simbolico e capace di comunicare al di là delle parole e delle loro convenzioni, dove la conoscenza di questo idioma è sinonimo di un’alta iniziazione, un linguaggio segreto che genera una lettura non di facile accesso dove il messaggio non si offre a una comprensione immediata ma chiede ascolto, attenzione e disponibilità all’attesa. Il lavoro si sviluppa in una successione di gesti lenti e meticolosi, dalla lavorazione dei rametti recuperati dalla scomposizione di un nido con il suo sistema di elementi che si ripetono in una sorta di codice, alla ricomposizione degli stessi per la realizzazione del testo sul telaio, fino alla preparazione dell’impasto di cotone da cui la carta prende corpo divenendo il luogo di una scrittura silenziosa, in cui ciò che non può essere detto trova la sua forma in un linguaggio naturale e poetico. Un processo che richiede tempo, cura e ascolto pensato come una forma di rispetto e di dedizione per restituire valore ai sentimenti che motivano la lettera. Sono messaggi destinati a persone verso le quali l’artista nutre un sentimento particolare, difficile da esprimere e da esaurire pienamente attraverso il linguaggio comune e quotidiano. L’opera diviene così il luogo della memoria delle emozioni e dei sentimenti, il punto di incontro e dialogo muto che racchiude la testimonianza dei lunghi processi di realizzazione dove i tempi dilatati favoriscono la riflessione e la meditazione. La Biblioteca Universitaria, luogo dedicato alla conservazione e alla diffusione della memoria, diviene lo spazio ideale per la restituzione di questo processo artistico. Olga Bachschmidt