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Digitalised library
Caratteristiche della struttura
Una biblioteca per gli studi e la ricerca universitari, in specie in ambito umanistico, con molto spazio per studiare da soli o in piccoli gruppi, con il maggior numero di libri ed altri supporti a portata di mano e tutte le attrezzature informatiche necessarie.
La posizione davanti alla stazione Principe, nella quale circola un enorme bacino potenziale di utenza, la rende un punto di grande attrattiva per la città, potendo offrire servizi di informazione culturale, turistica, e commerciale (con la collaborazione del Comune, della Provincia, della Regione o di altri enti), possibilità di sosta con vista sulla città o di sosta con lettura di quotidiani, di prestito di narrativa anche per pochi giorni di permanenza, di visita a mostre o partecipazione ad eventi culturali.
Data la sua posizione in un contesto di forte concentrazione di servizi universitari (facoltà umanistiche, ERSU) con significativa presenza di studenti stranieri (progetti Erasmus), contigua ad un quartiere di recente immigrazione, potrebbe svolgere nella rete delle biblioteche cittadine la funzione di biblioteca interculturale con pubblicazioni, quotidiani, notiziari televisivi, servizi interattivi e di formazione a distanza, per le comunità, per gli studenti o per i turisti stranieri.
In sostanza i compiti della nuova Biblioteca si possono così sintetizzare:
La porzione dell'edificio misura circa 12.000 metri quadri, ma non tutti i piani hanno uguale altezza: si compone di due piani interrati, piano terra, un piano ammezzato, cinque piani non tutti di uguale dimensione.
Il piano terreno, occupato prevalentemente da atrio, salone delle feste, sale da pranzo, è stato restaurato e riportato alla sontuosità dell'albergo di lusso della Genova degli anni '20 - '80. Lo spazio ex cucine a piano terra ha ricevuto una connotazione di forte impatto tecnologico e multimediale.
Tutta la parte prospiciente piazza Acquaverde gode di luce e vista ed è destinata a sale di lettura e consultazione a scaffale aperto; l'ultimo piano ha uno spazio e una terrazza molto panoramici ideali per un utilizzo come bar ristorante anche indipendentemente dagli orari e dalla gestione della biblioteca.
La struttura esistente, pur essendo stata costruita con materiali innovativi e di straordinaria solidità per l'epoca (anni '20), non ha le caratteristiche richieste dagli standard bibliotecari per contenere una densità di volumi quale quella dei depositi librari di una biblioteca e non è stato facilmente rinforzabile a causa delle interferenze con altre proprietà: si è quindi, deciso di concentrare il maggior peso dei libri nei due piani interrati e di utilizzare per la torre libraria l'ex cinema annesso. È stato comunque, rinforzato secondo gli standard il piano terzo destinato al deposito e alla consultazione del materiale, raro, antico e di pregio.
La biblioteca possiede oggi circa 540.000 unità bibliografiche, di cui 430.000 collocate nei magazzini; è stato calcolato che la nuova sede potrà essere sufficiente per lo sviluppo dei prossimi 40 anni arrivando a contenere circa 750.000 unità.
Potranno essere collocate almeno 220.000 unità a scaffale aperto, quantità superiore di almeno cinque volte l'attuale, raggruppate per aree tematiche nei vari piani.Il materiale antico, raro e di pregio già dislocato in una quantità di circa 50.000 volumi, in parte nel deposito Rari, in parte nei magazzini generali, ha a disposizione un deposito capace di contenere circa 100.000 volumi.La torre libraria conterrà circa 430.000 volumi equivalente grosso modo di quello che era il magazzino generale.
Nella nuova sede sono a disposizione degli utenti circa 500 posti, tutti collegati alla rete informatica della biblioteca. Altri 300 sono dislocati in altri spazi (sala conferenze, sale seminariali, ecc.)
La disposizione degli spazi e dei servizi è ordinata verticalmente secondo il modello della biblioteca a livelli, dal livello situato al piano terra di informazione generale attraverso quotidiani, periodici, strumenti multimediali, ecc., ad una specializzazione crescente ai piani alti. Si favorisce così un utilizzo progressivo della biblioteca, differenziando più facilmente servizi e accesso.
L'atrio ha la funzione fondamentale di attrazione e comunicazione con la piazza e con la stazione e di snodo verso i servizi dislocati ai vari piani dell'edificio.
Al piano terra sarà offerta l'informazione più generale, la lettura dei quotidiani, il prestito di narrativa, la visione di audiovisivi e gli altri servizi multimediali. Sono inoltre presenti due sale dedicate a conferenze, mostre, convegni.
Il piano ammezzato e i due piani successivi sono dedicati a lettura e consultazione a scaffale aperto, in spazi aperti e flessibili e salette per lo studio individuale e di gruppo.
Il terzo piano è dedicato al deposito del materiale antico, raro e di pregio, contiguo alla sala di consultazione assieme al corredo bibliografico necessario.
Il quarto piano è destinato agli uffici amministrativi, mentre il quinto piano è costutito in gran parte da un terrazzo con magnifica vista sul porto.
Biblioteca
Nine hundred
The continuous widening of the book funds placed the problem of the insufficiency of the premises soon. After several hypotheses, the solution was identified destining the ex church of the Collegio dei Gesuiti (the College Of The Jesuits) at new library seat.
The reorganization project was entrusted to the Domenico Crosa and Mario Labò architects, who adopted a solution considered at the time in the vanguard (innovative): the church nave was horizontally divided to lodge the book store, established by a metal ant seismic and self-supporting structure of four floors and, in the superior part, the reading room.
The new premises were inaugurated in the December 1935. Since 1975 the Library has been a peripheral institute of the Ministry for Cultural Heritage and Activities.
Eight hundred
Declared in 1801 Pubblica Biblioteca Nazionale (National Public Library), in the December 1802 the government sanctioned the library title to receive the compulsory deposit from the printers of Liguria.
In 1815, with the passage of the Ligurian territories below the Savoy, as "library of the royal university of Genoa" it took again its narrow tie with the university, moreover never lost again.
In 1866, with the last liquidation (abolition) wave of religious congregations, the library further got rich of the conventual libraries, fact that justifies the presence between its current collections of a full-bodied book religious and theological matter core (core of religious and theological matters).
The College of Jesus's Society
The headquarters of biblioiteca, closed in July 2014, represents the origins and evolution of our library collections. The Library occupied part of the second and third floor of the ex College Of Jesus's Society, that today lodges the rectorship and a few faculties of the University of Studies in Genoa, as well as the readapted church of SS. Gerolamo and Francesco Saverio of the same Society.
The College Palace, designed by Bartholomew Bianco and financed by the Balbi family, extends towards the hill on its back and the steep configuration of the ground has conditioned the development since the beginning. The monumental building proposes, with its two different courtyards placed at two different levels on the slope, a space solution which is different from the usual schemes of the Jesuitic architecture. The palace, concluded only in the first half of '700, appears there like a scenography: from the portal, supported with a centring on ring columns, to the foyer, and finally to the binate column courtyard with open gallery, introduced from a grand staircase at one ramp and dominated by two covered and uncovered "loggia", up to reach at last the superior internal courtyard.
The College Church was built under the direction of Francesco Bianco and of Father Horace Grasso, has one nave and four side chapels and was finished in 1667. The interior decoration was begun started in 1666. The only today visible to the public zone is the chorus, frescoed by genoese Dominic Piola (1627-1703) and by his pupils and completed by ‘trompe l'oeil’ type architectural paintings by Bolognese Paolo Brozzi. The public, which enters into the reading hall can today enjoy a very neat and close view of some of the chorus frescos, like only the restorers normally have the privilege to see, from the scaffolding in normal work situations. While the "ensemble effect" of the pictorial cycle of the church is very difficult to be captured in modern times, the commemorative purpose and the magnificience of the buyer, Francesco Maria heir of Pantaleo Balbi, and of the religious program of Jesus's Society, is still perceptibe today.
Dal Collegio alla Biblioteca
La Biblioteca Universitaria con i suoi volumi riccamente illustrati è perno intorno al quale prendono avvio e ritornano le tracce “all’antica” sparse sul territorio genovese. Se ne illustrano dunque per sommi capi la storia delle origini gesuitiche, dell’evoluzione delle raccolte, del primo bibliotecario scelto dalla Repubblica di Genova per esplorarne i tesori e della sua personale passione per le opere di antiquaria.
Le origini della Biblioteca Universitaria di Genova vanno ricercate nella Libreria del Collegio dei Gesuiti.Le notizie più antiche sull’esistenza di una libreria annessa alle scuole fondate dai Gesuiti genovesi risalgono al 1604. Trovata nel 1623 una sede definitiva nell’area del convento di San Gerolamo del Roso (venduta ai padri ignaziani dalla famiglia Balbi), l’imponente costruzione del Collegio risulta terminata in ogni sua parte nel 1664.Le scuole si erano già stabilite nelle parti agibili del palazzo tra il 1636 e il 1642.L’ordine gesuita era giunto a Genova nel 1548 per volere dello stesso Ignazio di Loyola.
Nel corso di due secoli di vita, la Compagnia di Gesù, soppressa il 21 luglio 1773 con bolla di Papa Clemente XIV, aveva conquistato una precisa fisionomia all’interno della cultura genovese, un ruolo preminente soprattutto nell’attività didattica e una visibilità sociale tangibilmente rappresentata da ben quattro chiese, tra cui quella dei SS. Gerolamo e Francesco Saverio annessa al Collegio di Palazzo Balbi e quella del Gesù (“chiesa della repubblica” per la presenza in forma ufficiale del doge, del senato e delle magistrature cittadine).
Con lo scioglimento, nel 1773, della Compagnia di Gesù, il Collegio fu ribattezzato Università Pubblica e passò sotto il controllo diretto della Repubblica di Genova. Alla biblioteca gesuitica vennero, nel 1777, aggiunti altri patrimoni bibliografici liguri appartenenti all’ordine soppresso (Casa Professa di S. Ambrogio, Fidecommissaria Centurioni, Collegi di Savona e San Remo) e la Deputazione, appositamente costituita dal Senato della Repubblica di Genova per gestire i volumi ereditati dall'Ordine gesuita, nominò primo bibliotecario della Biblioteca l’ex gesuita Gaspare Luigi Oderico al quale affidò l’anno successivo il compito di redigere il catalogo del patrimonio bibliografico incamerato.
Gaspare Luigi Oderico (Genova 1725-1803) fu erudito antichista, numismatico, studioso di antichità etrusche e romane. Mitico “primo bibliotecario” della Biblioteca Universitaria di Genova, continua ancora oggi ad essere identificato come l’ecclesiastico che, vestito dei neri panni dell’abito gesuita, da una tela dipinta intorno al 1760, ci mostra, quasi a spronarci nel nostro lavoro, la minuta e precisa scrittura delle sue carte.